Dal salvataggio all'inclusione

Dal salvataggio in mare all’integrazione nelle comunità locali: un progetto UNICEF di formazione-lavoro che prevede lo sviluppo di percorsi di inclusione sociale ed economica per minorenni migranti e italiani in Sicilia.


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Il progetto

Nel 2017 circa 17.000 bambini e adolescenti non accompagnati hanno rischiato la vita per arrivare in Italia, fuggendo da situazioni disperate di guerra, violenza e povertà. 

Quasi tutti sono stati salvati in mare dopo un viaggio lungo e pericoloso, durato mesi o persino anni. Un viaggio che per molti altri di loro si è concluso in tragedia. Accogliere questi bambini con umanità fa parte della missione dell’UNICEF e risponde ai principi della Convenzione sui Diritti dell’infanzia, ratificata dall’Italia.  

L'UNICEF ha attivato sin dal luglio 2016 un programma di intervento diretto in Italia per fronteggiare la crisi umanitaria dei minorenni migranti e rifugiati. 

 

Grazie alla presenza di team di operatori della ONG partner Intersos a bordo delle principali navi della Guardia Costiera incaricate delle missioni di salvataggio (SAR), l’UNICEF offre a tutti i bambini, ai nuclei familiari e alle donne incinte appositi kit igienici e ricreativi, segno concreto di accoglienza e di primissimo ritorno alla normalità per donne e bambini gravemente traumatizzati e disorientati dalle esperienze vissute.

Nell'arco temporale dell'iniziativa sostenuta da TIM, prevediamo di garantire kit igienici (comfort kits) e ricreativi al 100% delle donne e dei bambini tratti in salvo dalle navi sulle quali sono presenti i nostri operatori (nel 2017 sono stati distribuiti 1.195 kit).

L'impegno dell'UNICEF continua sul territorio italiano, dopo il salvataggio in mare. Oltre ad assicurare servizi di protezione e di inclusione sociale per migliaia di minorenni ospiti dei centri di accoglienza in Sicilia e Calabria (2.100 minori coinvolti nel 2017), uno degli obiettivi per il 2018 è anche la realizzazione di un progetto-pilota per la professionalizzazione dei ragazzi migranti e rifugiati e di ragazzi italiani socialmente svantaggiati.

Il progetto "Upshift" mira a selezionare e formare ragazzi migranti e coetanei italiani con il sostegno di agenzie e imprese locali, identificando percorsi di formazione-lavoro calibrati su specifici bisogni del territorio, previamente identificati e analizzati. La fase finale del progetto prevede 3 mesi di monitoraggio e mentoring, che si concluderanno con la certificazione dell'impatto sociale prodotto.

 

I giovani acquisiranno competenze di problem-solving, comunicazione sociale, pensiero critico e sviluppo della creatività e della leadership individuali.

I risultati dei percorsi formativi potranno essere attività socialmente utili, servizi alla persona, piccola imprenditoria giovanile o prodotti tecnologici quali app, video ecc.: un’opportunità concreta per integrarsi nella nostra società con consapevolezza dei propri diritti e doveri.

Fine ultimo di "Upshift" è l'integrazione di ragazzi stranieri e italiani marginalizzati nelle comunità locali, superando le reciproche diffidenze e paure. 

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